SABATO, 12 SETTEMBRE alle 19.00

Parco del castello di Kromberk
Grajska cesta 1, Kromberk – Nova Gorica (SLO)

FINE DEL CONFINE / KROMBERK 2026

Ideazione Manolo Cocho, Guillermo Giampietro, Cecilia Donaggio Luzzatto-Fegiz, Fabiola Faidiga

Cura Katarina Brešan

Opere MANOLO COCHO, ALFRED DE LOCATELLI, CECILIA DONAGGIO LUZZATTO-FEGIZ, FABIOLA FAIDIGA, GUILLERMO GIAMPIETRO, PETER MIGNOZZI e MATEJ AVBAR
Collaborazione LARA BARACETTI, MAX JURCEV
Progetto multimediale e transfrontaliero di land art che coinvolge quattro parchi: Adventure Park Trieste – Ceroglie (Duino Aurisina – TS), Parco San Giovanni (TS), Parco Basaglia (GO), Parco Castello di Kromberk – Nova Gorica (Slo) ed è in collaborazione con Goriški muzej – Kromberk, Casa C.A.V.E. (L’Energia dei Luoghi), Gruppo78 (Past Future) e M-ArTe (Pianeti Invisibili).

Fine del confine. Fine dei confini geopolitici, fine del confine tra ragione e follia, fine del confine tra vita e morte, fine dei confini tra i corpi, fine del confine tra veglia e sogno, fine dei confini tra l’esterno e l’interno, fine dei confini dell’informazione. Fine dell’idea di confine: la fisica, i linguaggi, la cultura e l’arte contemporanea sfondano l’illusione di poter trattenere l’esistenza nel perimetro di una realtà determinata.

Non c’è un confine, c’è un viaggio senza inizio né fine, fatto di nodi, incontri, ondulazioni, increspature, repulsioni, magnetismi e brillantezze. L’arte, forse, sempre si è mossa tra di essi, creando strutture complesse, facendoci accedere dove già siamo, senza attraversare alcun confine.
Il parco di Kromberk appare come uno spazio fantastico e senza confini, dove opere, immagini, suoni, si incontrano nel paesaggio naturale, aprendo nuovi investimenti percettivi e concettuali, tanto collettivi quanto individuali.

Le opere di Manolo Cocho (Messico), Alfred de Locatelli (Slovenia), Cecilia Donaggio Luzzatto-Fegiz (Italia), Fabiola Faidiga (Italia), Guillermo Giampietro (Argentina), Peter Mignozzi e Matej Avbar (Slovenia) dialogano attraverso segni, simboli e geometrie che, nella finitezza del paesaggio, restituiscono l’illusione di un incontro, oltre i confini e oltre gli orizzonti, in quell’”infinito d’impossibile rappresentazione”.

Questo confronto prende forma attraverso immagini, installazioni nella natura, fusioni sonore, videoproiezioni e le azioni della performer Lara Baracetti, guida fantasmagorica di tutto il progetto.

Le videoproiezioni sono a cura di Cecilia Donaggio Luzzatto-Fegiz con il contributo dell’artista visivo, musicista e ingegnere Max Jurcev, autore della lingua artificiale MUPLO.